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| di Zavaglia Franca Maria | ||
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Benvenuti in questa pagina ;-)... qui verranno riportati alcuni posti molto carini da visitare, in più verrà riportata la storia di Mammola; per arricchire la pagina abbiamo pensato di inserire alcune foto dei posti che parleremo e alcune foto riferite a Mammola... Buona consultazione :-) | ||
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Mammola è un comune di 3.389 abitanti della provincia di Reggio Calabria. | ||
La cittadina è posta sul versante Jonico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, al centro tra il mare e la montagna, abitata fin dai tempi della Magna Grecia, le sue origine risalgono al IV – V Sec. a.C., fu fatta sorgere sulle rovine di Malea, colonia locrese ricordata da Tucidide. | ||
Il capoluogo è arroccato sulle falde di una catena montuosa, contrafforte del Monte Limina ( Parco Nazionale dell'Aspromonte ) e del Monte Seduto (Catena delle Serre), numerosi sono le Frazioni: Borgo Chiusa, San Todaro, Aspalmo, Neblà, Russo, Acone, Malafrinà, Piani di Canalo, Cerasara, San Filippo, Sansone, Russo e tante altre. | ||
| ll paese, conserva tutta la sua fascinosa bellezza di un Borgo Medievale con le sue viuzze, piccole case e casette ricadenti le une sulle altre, portali, pittoresche Piazzette ( Ferrari, Magenta, Del Parlamento, Largo Pace, San Giuseppe ), i superbi Palazzi ( De Gregorio, Ferrari risalenti all’epoca feudale delle “ jus primae noctis ”, Del Pozzo, Florimo, Spina, Piccolo, a “ Gellario ” dei Barillaro di epoca più recente ), splendidi per lo stile architettonico che va dal classico al barocco, edificati dal XV Sec. in poi. | ||
Un cenno a parte merita la Casa Tarantino risalente al XIV Sec. e naturalmente le Chiese, veri capolavori dell’arte architettonica e pittorica: la maestosa Matrice, ( Sec.XII ) a tre navate, la cinquecentesca Chiesa della SS. Annunziata, quella della Madonna del Carmine e di San Filippo Neri,( Sec.XVI ). | ||
La Chiesa Matrice è intitolata a San Nicola di Bari dove sono conservate nella Cappella le reliquie di San Nicodemo A.B. patrono della città. | ||
A San Nicodemo alla Limina è intitolato invece il Santuario luogo dove visse il Santo, oggi abitato da un Monaco, è meta di fedeli e turisti tutto l'anno, il Santuario ricade nel Parco Nazionale dell'Aspromonte, le altre Chiese sono: quella della Madonna del Carmine,dell'Annunziata, di San Giuseppe, di San Filippo, la Grancia Basiliana di San Biagio, la Chiesa dell'Assunta alla Limina e la Chiesa di Reito nelle Frazioni. | ||
I festeggiamenti in onore di San Nicodemo A.B. sono tre: la Festa Patronale si celebra il 12 marzo ( morte ),la Festa del Santuario è la Domenica successiva al 12 maggio ( nascita ) e i grandi festeggiamenti la prima domenica di settembre, ( ricordo della traslazione delle reliquie dal Santuario a Mammola ). | ||
Mammola, conserva scrupolosamente le tradizioni dei suggestivi Riti Pasquali durante la Settimana Santa, in particolare delle due Processioni religiose più antiche: quella del Venerdì Santo al Monte Calvario e qulla di domenica di Pasqua la "Sbelata" ( l’incontro della Madonna col Cristo Risorto), diventati da secoli un appuntamento che ogni anno toccano profondamente il cuore di centinaia di fedeli. | ||
In passato era un paese di contadini, che allevavano bestiame e producevano formaggio e ricotte, salame, frumento, olio, vino, ortaggi, ecc. A partire dagli anni dopo la seconda guerra mondiale c'è stata una massiccia emigrazione, verso il Canada, Stati Uniti, Argentina, Australia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Genova, Torino e Milano e tanti altri altri paesi, portando dentro di sè San Nicodemo che venerano in moltissime città estere e italiane. | ||
Numerosi sono i personaggi illustri nativi di Mammola in Italia e all'Estero: lo scultore Nik Spatari, il pittore-scrittore Vincenzo Guerrazzi, l'attore Nick Mancuso, Giovanni Scarfò studioso e ricercatore del cinema Calabrese e nazionale, Jole Zangari giornalista-pubblicista, Sal Albanese ex Consigliere Comunale di New York; Pino Callà e Nik Zavaglia registi e scenografi; Raffaella Portolese musicista e compositore; Nik Romeo diplomatico; Nicodemo Rinaldis fotografo di fama mondiale; Giuseppe Gallucci e Stefano Scarfò studiosi e ricercatori della storia di Mammola e della Calabria. | ||
I corsi d'acqua più importanti sono: il Fiume Torbido ( rinomata la battaglia del “ Sagra ” avvenuta nel VI sec. a.C., oggi Fiume Torbido, dove i Locresi alleati con i Reggini sconfissero i forti Crotonesi ), Fiume Chiaro, Fiumara Neblà, Fiumara Zarapotamo. | ||
La cittadina negli ultimi ventenni è meta gastronomica e turistica della popolazione calabrese e di molti turisti che soggiornano in Calabria e della vicina Sicilia. | ||
Mammola per la sua posizione strategica, si raggiunge con rapidi spostamenti con la Strada Grande Comunicazione “ Jonio-Tirreno ” ( Gioiosa-Rosarno ) SS 682, sia dalla zona Jonica E90-SS 106 ( Km 9 ) che da quella Tirrenica A3 SA-RC (Km 28). | ||
- La Storia di Mammola - | ||
| La cittadina di Mammola è posta sul versante Jonico della Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, al centro tra il mare e la montagna lungo la S.G.C. Jonio-Tirreno del valico della Limina. | ||
| Abitato fin dai tempi della Magna Grecia, le sue origine risalgono al IV – V Sec. a. C., fu fatta sorgere sulle rovine di Malea colonia locrese ricordata da Tucidide. | ||
| Ai piedi scorre il fiume Chiaro affluente del rinomato Torbido, l’antico Sagra dove i Locresi alleati con i Reggini sconfissero i forti Crotoniati, nella famosa battaglia del VI Sec. a.c. | ||
| Il nucleo si sviluppò ulteriormente alla fine del sec. X nel periodo tra il 950 e il 986 d.C. quando, per sfuggire alle incursioni Saracene sulle coste calabresi, le popolazioni delle marine cercavano ripario nell’entroterra, alcune s’insediarono stabilmente sulla collina dove oggi sorge Mammola. | ||
| Sorse così un grande villaggio i cui abitanti si dedicavano all’agricoltura e alla pastorizia. | ||
| Nel corso degli anni i Monasteri divennero centro di elevazione spirituale e di cultura umanistica. | ||
| I Monaci si dedicavano alla miniatura, al mosaico, all’innografia, allo studio degli antichi testi e delle scienze. | ||
| Nello “ scriptorium ”, luogo destinato alla copiatura a mano, venivano trascritti codici, testi e trattati, grazie a quest’opera di divulgazione del sapere si diffusero tra il popolo conoscenza ed istruzione, migliorarono i sistemi di allevamento del bestiame e le tecniche di produzione in agricoltura e, di conseguenza, il modo di vivere degli abitanti. | ||
| Il nome Mammola appare per la prima volta tra il XI° e il XII° secolo, in un documento che faceva parte dei beni del Monastero di San Fantino, in esso era scritta la parola “ Mammola ”. Inoltre, nel 1232, in un altro documento, si parla di un certo “ Rogerius de Mammula ”. | ||
Mammola nel periodo feudale è appartenente a diverse famiglie: Giovanni Ruffo, Ruggero di Lauria, Anselmo Sabrasio, Raimondo del Prato, Famiglia Luna, Caracciolo di Gerace, Correale da Sorrento, Famiglia Carafa, nel 1540 il paese divenne capoluogo di Baronia allargando il suo territorio con Agnana. | ||
Successivamente passo alle dipendenze dei Gagliego, dei Loffredo, dei Ruffo, dei Pazzi, dei d’Aragona d’Ayerbe, dei Joppolo, di nuovo agli Spina, ai Barreca, ed infine alla famiglia dei De Gregorio che la detennero fino al 1806, anno della soppressione della Feudalità. Nella loro storia i Mammolesi ebbero sempre un sentire libero, ma patriottico, attento alle vicende della loro comunità, ma anche a quelle dell’ Italia intera e particolarmente dell’arco meridionale, parteciparono infatti ai moti contro i Borboni e alle lotte del Risorgimento, fondando sette Carbonare e circoli liberali. | ||
Francesco Ferrari patriota tra i più importanti della Calabria, fu incarcerato e decapitato a Reggio Calabria, mentre il filosofo e scrittore Don Antonio Albanese soffrì il carcere dei Borboni piuttosto di insegnare sottostando alle loro limitazioni. | ||
Dopo l’Unità d’Italia le difficili condizioni economiche e sociali incisero profondamente sul vivere della comunità dando luogo a fenomeni di rivolta popolare e di brigantaggio. | ||
Cominciò l’emigrazione che durò fino alla fine del secolo scorso, quasi dimezzando la popolazione. | ||
- Santuario San Nicodemo - | ||
Il Santuario ricco di storia e tradizioni si trova sull’altopiano della Limina, territorio del Parco Nazionale dell’Aspromonte, ed è il luogo dove San Nicodemo Abate Basiliano ha vissuto insieme con altri Monaci ( San Fantino di Tauriana, San Nilo di Rossano ed altri ), è considerato uno dei Santi calabresi più importanti. | ||
I Monaci dediti alla preghiera, al lavoro e trascrivendo codici ed opere classiche, davano così il loro contributo alla cultura e all’arte, proprio nel Monastero del Kellerana che fu trascritto il noto “ Codex euripidis multa ” che porta il nome del Santo. Nicodemo nasce a Cirò ( KR ) il 900 e dopo gli studi al Mercurion si trasferì da giovane sul Monte Kellellana ( oggi San Nicodemo ) territorio di Mammola, dove ha vissuto fino alla morte avvenuta il 990. | ||
L’antico Monastero del Kellerana del Sec. X era abitato da Monaci, appartenenti all’ordine monastico Bizantino, dopo Basiliano, era meta di devozione e di pellegrinaggio di fedeli richiamati dai miracoli che Nicodemo faceva, divenne punto di riferimento religioso e spirituale di tutta la Calabria fino al 1501, anno in cui le reliquie del Santo furono traslocate alla Grancia Basiliana di San Biagio a Mammola, successivamente in seguito al terremoto le reliquie furono trasferite alla Chiesa Matrice, dove sono conservate nella Cappella di San Nicodemo. | ||
Il Santuario abitato dal Monaco Don Ernesto Monteleone, è meta tutto l’anno di numerosi pellegrinaggi di fedeli, turisti e studiosi. | ||
Considerata, anche, la posizione geografica che permette di raggiungerlo in tempi brevi attraverso la Strada di Grande Comunicazione Jonio-Tirreno svincolo Limina. | ||
Le attività religiose sono: tutti i giorni la Santa Messa e Confessioni e tutti i venerdì di luglio e agosto il Pellegrinaggio di devoti e fedeli a piedi, ( raduno Largo Magenta Mammola, ore 5,00 ) percorrendo il Sentiero dei Greci “la Seja” per raggiungere il Santuario di San Nicodemo. | ||
I luoghi d’interesse da visitare al Santuario sono: | ||
Come si raggiunge il Santuario: | ||
- Parco Museo Santa Barbara - | ||
Particolare interesse sucita il rinomato Parco Museo Santa Barbara, fondato dal famoso artista internazionale Nik Spatari, che ha recuperato e restaurato in parte l’antico Monastero di Santa Barbara del Sec.XI. | ||
Il Parco Museo ogni anno richiama centinaia di artisti di tutte le parti del mondo per partecipare a mostre ed ad altre iniziative culturali di grande pregio e molti laureati e studenti fanno stage di studio e lavoro | ||
Nel vasto Parco si possono ammirare numerose sculture di artisti famosi come: Alfredo Pizzo Greco, Bruno Conte, Barbara Quinn, Stewin Kerwin, Petra Rhijnsburger e tanti altri, è di Spatari il più importante capolavoro: “ Il Sogno di Giacobbe ”. | ||
Molti storici e critici d’arte considerato il Mu.Sa.Ba. uno dei più importati Musei di Arte Moderna a livello internazionale. | ||
Il Parco MuSaBa possiede un patrimonio di 7 ettari di terreno, l'area copre una superficie in prossimità del Fiume Torbido, anticamente navigabile, all'interno troviamo l'ex Monastero Certosino di Santa Barbara, l'ex Stazione Ferrovia Calabro-Lucana, tante opere di scultura-struttura ambientale e una collezione di opere d'arte. | ||
Il Parco Museo si trova a 2 Km del borgo di Mammola, tra la confluenza del fiume Neblà e il Fiume Torbido ( l'antico Fiume Sagra ), attorno ai resti dell'antico Monastero di Santa Barbara del Sec. X. | ||
- Calendario delle Manifestazioni - | ||
Il paese, esprime i propri valori attraverso le feste e le manifestazioni, che hanno origine antiche, ricche di storia e tradizioni.
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- Festa di San Nicodemo - | ||
Le Feste del Santo si celebrano:
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- Riti Pasquali della Settimana Santa - | ||
Mammola, come altri Comuni della Calabria, conserva scrupolosamente le tradizioni dei suggestivi Riti Pasquali che si terranno durante la Settimana Santa, in particolare delle due Processioni religiose più antiche della storia calabrese, quella del Venerdì Santo e la domenica di Pasqua, diventati da secoli un appuntamento che ogni anno toccano profondamente il cuore di centinaia di fedeli e turisti:
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- Manifestazioni Gastronomiche - | ||
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- Prodotti Tipici - | ||
" Pane Pizzata " - Pane di mais tipico di Mammola
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- Piatti Tipici - | ||
Stocco alla Mammolese; Stocco arrostito; Stocco con funghi; Stocco e fagioli; Insalata di Stocco; Melanzane ripiene con lo Stocco; Melanzane ripiene; Polpette alla mammolese " pruppetti " ( con carne di maiale ); Pasta fatta in casa con il “ junco ” con il buco e senza ( con farina di grano e di segale macinate al mulino ad acqua ); Insalata di funghi porcini e/o ovoli; Pasta con funghi; Frittelle di funghi alla Mammolese; Fagioli con funghi; Funghi fritti; Pasta e fagioli; Fagioli e zucca gialla; Fagioli, patate e zucca gialle; Baccalà alla contadina; Baccalà con olive nere; Pasta e ceci; Pasta e broccoli "pasta e sponzi"; Polenta con cime di finocchio selvatico; Le “ frittole ” di maiale cotte nella “ cardara ”; Le zeppole “ zzippuli ” con il ripieno di alice salate o di baccalà o stocco. | ||
- FOTO GALLERY DEDICATA A MAMMOLA - | ||
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| - LIMINA - | ||
| Il Passo della Limina ( mt. 822 ), è il confine naturale dell’Aspromonte con la catena delle Serre calabre, inoltre fa da confine tra il versante Jonico e quello Tirrenico. Il toponomo " Limina ", dal latino, " Limen ", indica il punto in cui finisce l'Aspromonte e iniziano le Serre. | ||
- CARATTERISTICHE DEL PASSO DELLA LIMINA - | ||
Il " Passo della Limina " è uno dei passi storici più importanti, che permette un veloce e sicuro collegamento tra Jonio e Tirreno con l'Aspromonte ( Parco Nazionale ) e le Serre. Già dal periodo della Magna Grecia era punto di riferimento degli antichi Locresi, attraverso il " Sentiero dei Greci " si raggiungevano le colonie di Medma ( odierna Rosarno ) e Hipponion ( odierna Vibo V. ), percorrendo l'antico " Fiume Sagra " oggi Torbido, attraverso il Passo Sella ( Seja ), passando per il Monte Kellerano ( Santuario San Nicodemo ) arrivavano al "Passo della Limina ". | ||
Da qui, scendendo il sentiero del Fiume Sciarapotamo, in direzione del Mare Tirreno, raggiungevano le antiche colonie di Medma e Hipponion. | ||
Ancora oggi il " Passo della Limina " e l'antico " Sentiero dei Greci " sono punti di riferimento di migliaia di fedeli, turisti, appassionati dell'escursionismo e della montagna che giungono da ogni parte durante tutto l’anno. | ||
Il " Passo della Limina " per la sua posizione centrale, rappresenta uno snodo territoriale importante dove s’incrociano strade che collegano zone diverse: Strada Grande Comunicazione Jonio-Tirreno ( Gioiosa-Rosarno ) SS 682, SP 5 ( ex S.S. 281) (Marina di Gioiosa Jonica-Rosarno ), SP42 - SP45 ( Giffone- bivio per le Serre ( Fabrizia - Mongiana - Serra San Bruno ) - Diga Metramo-Galatro ), SP 35dir ( San Giorgio Morgeto-Stalletti-Marcinà ), Strada San Nicodemo e la " Strada di Cresta " che, è l'unica via di collegamento tra il Parco Nazionale dell'Aspromonte e Serre. | ||
La zona, molto suggestiva paesaggisticamente, alterna prati a boschi di faggi, pini e di abeti, dal Monte Limina ( mt. 888 ), permette dalla sue alture di godere, nelle giornate più nitide, di un panorama che comprende la piana di Gioia Tauro-Rosarno, la Sicilia con la vetta dell' Etna e le isole Eolie. | ||
Il " Passo della Limina " è punto di riferimento degli itinerari nazionali del ( C.A.I. ) Club Alpino Italiano e il Sentiero d’Italia, collega la Sicilia con le Alpi, il Passo è punto d’arrivo della tappa n° 54 ( Zomaro-Passo della Limina ) e di partenza della tappa n° 55 ( Passo della Limina-Mongiana ). | ||
Il " Passo della Limina " è ricordato, nel giro ciclistico originario della Provincia di Reggio Calabria, il più impegnativo e decisivo nel Gran Premio della Montagna. | ||
Porta il nome " Limina " anche la galleria centrale della Strada Statale 682 Jonio-Tirreno, lunga Km 3,2. | ||
- FOTO GALLERY DEDICATA ALLA LIMINA - | ||
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| Miramonti Limina, C.da Scrisà ( Limina ), 0964-416665, 89045 MAMMOLA (R.C.), P.I. 01259700803 | ||
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